L'altro ieri ho visto Anna Karenina,
con la regia di Joe Wright e me ne sono amaramente pentita.
Anna
karenina viene malamente trasformata in una sciacquetta in calore. La
profondità psicologica e morale e sensuale del migliaio di pagine di
Tolstoj dimenticate. La regia per fortuna la fa da padrona, perché
il personaggio lasciato nelle mani della tutta denti e sguardi
lussuriosetti Keira Knightley farebbe uscire dal
cinema indignati dopo dieci minuti. Eppure questa regia che la fa da
padrona è supponente, troppo barocca, e troppo Tim Burton.
Il film dura uno
sproposito e non dice niente, niente del tormento che prova, niente
della scissione che la strappa, niente della sofferenza inaudita che
le fa scegliere Vronskij e rinunciare a Serëža.
In cambio ci fa
apparire santo il marito e capricciosa lei, capricciosa e isterica
senza motivo.
L'ho odiato questo
film, l'ho odiato e mi sembra che il regista non abbia capito niente
della storia. Lo sconsiglio vivamente a chiunque abbia letto il libro
e a chi non lo ha letto consiglio di guardarlo come si guarderebbe
uno di quei film minchia tipo ama me non lei – tra trenta giorni
sei mio (titoli d'invenzione) ma fatti da un regista con la voglia di
sperimentare.
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