mercoledì 13 settembre 2017

Faccio un respiro profondo, vado a fare una corsa.

Il giorno che ho iniziato a vive qui mi ha accompagnata la famiglia. Abbiamo montato la libreria, pranzato insieme. Poi sono partiti. E mentre la loro macchina si allontanava per la stradina, sentivo un senso di vuoto, di mancanza d'aria nel petto.
Ricordo che ho dovuto calmarmi, concentrarmi, respirare a fondo.
Per fortuna quel giorno avevo l'amore al mio fianco, abbiamo preso la moto e siamo andati al lago, anche se c'era ancora tutto da sistemare.
Giorno dopo giorno ho in qualche modo imparato a stare qui, l'amore era al mio fianco.

Oggi l'amore è partito per quattro giorni, e sento la stessa sensazione annidarsi nel petto. Quel vuoto, quell'assenza d'aria, quasi una nausea. Mi sento perduta, come se non sapessi più niente. Come se avessi paura a uscire e dentro non potessi respirare.
Faccio un respiro profondo, vado a fare una corsa.

mercoledì 3 maggio 2017

Sogno in polacco.

Sogno in polacco, spesso.
È stato due anni fa l'ultimo viaggio in Polonia, eppure la notte, regolarmente, sogno in polacco. Mi stupisce al mattino ricordarlo, ma è bellissimo che nelle notti il cervello parli quella lingua e costruisca frasi e cerchi vocaboli. È un regalo che mi faccio da sola, forse perché ho il timore grande di dimenticare tutto. 
E così certe notti torna Paka, certe notti Marzena fa una festa, certe notti metto dei bulli al loro posto.
Biascico qualche parola che tiro fuori non so da dove, racconto cosa faccio, litigo a volte.
E il mattino mi alzo e provo un po' di nostalgia, nostalgia linguistica, di suoni e parole dormienti.

venerdì 3 febbraio 2017

Che voglia d'impacchettare il minimo e partire.

Sopravvissuta a gennaio. Ogni anno mi pare più difficile, l'eterno gennaio.
In questi giorni ho sentito tanto il bisogno della bellezza, dell'acqua, delle montagne, anche solo dalla finestra, del verde o del bianco, del vento. Mi sono spesso immaginata in una casa di vetro vicino a una cascata, con l'acqua spruzzata sulle pareti.
Sono stata triste in questi giorni, e tanto mi sono chiesta se seguo la strada giusta. Se non sto forse virando lenta un po' a sinistra o a destra e senza accorgermi mi ritrovo su un altro binario.
Ho paura di perdere tanto mondo.
Ieri ho visto un film che di bellezza era pieno, Human, di Yann Arthus-Bertrand. Che meraviglia, che ricchezza questo mondo, di persone, di posti, di bianco di verde di deserti.
Che voglia d'impacchettare il minimo e partire.
 

mercoledì 4 gennaio 2017

Cuore di palma

L'anno è iniziato con la bambina quest'anno. Avevo molta paura di questo inizio, perché quello che si fa il primo dell'anno si fa tutto l'anno. E io non volevo-voglio fare la matrigna tutto l'anno.
Però è iniziato bene, sopra le aspettative, la bambina era di buonumore, abbiamo giocato a carte, tirato sassi nel lago, abbiamo fatto la lotta per finta, hanno fatto i compiti, sono andati in piscina, sono andata a fare una bella passeggiata sull'olimpo, siamo andati al cinema, abbiamo cucinato e mangiato, andati in bici e corso e letto. Sono stati giorni di sole. Io sono stata bene, il padre è stato bene, la bambina è stata bene.
Poi è arrivata la sera del saluto, il padre cucinava, io versavo del vino, la bambina giocava con dei lego. Io e il padre chiacchieravamo e parlavamo dei cuori di palma, che ce n'è una confezione, e chissà cosa sono e come si mangiano. E allora mi sono messa a cercare come si e se si cucinavano e ad alta voce ho iniziato a elencare dei titoli di ricette. E a quel punto la bambina si è avvicinata al PC e ha detto “mamma ma cosa sono i cuori di palma”. E io ho avuto un sussulto, un tremito, un salto interiore. Ho fatto finta di niente, quasi sotto shock, e ho risposto: “sono il cuore della palma, pare che si possa mangiare, ma non so bene se si cucini e come.” O una cosa così, non mi ricordo. La bambina s'è rimessa a giocare. Mi sono avvicinata al gas dove il padre cucinava e l'ho guardato con tanto d'occhi e lui m'ha guardata con tanto d'occhi. E lui pareva voler scoppiare a ridere, io scuotevo la testa come a scrollarmi di dosso qualcosa. E poi ho pensato che in realtà è un errore dolce, dettato dal sentirsi a suo agio, e che in fondo è un buon segno. Con senno di poi però mi spiace di non aver risposto, magari anche con la r arrotata e aristocratica: “figliuola, sono la creme de la creme da la palma”. Perché allora il resto della cena sarebbe stata tutta un'altra storia.
I cuori di palma comunque non si cucinano, sono in una sorta di salamoia e somigliano ai carciofi, hanno una consistenza interessante, quasi a lamelle, come fogli commestibili.


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