martedì 20 dicembre 2016

io e la bambina, appunti

stasera ho riordinato le foto sul PC, sparse qua e là negli anni e nei luoghi e nelle cartelle e nel download c'erano alcune foto di me e della bambina.
non ci facciamo quasi mai foto, eppure nel corso del tempo il padre ne ha rubate alcune.
rubate, e si vede.
stiamo spesso un po' distanti, quasi a una distanza di sicurezza.
solo in un paio ci teniamo per mano camminando.


sul tenerci per mano camminando ho fresco un aneddoto, al posto di una foto.
un giorno ho accompagnato la bambina a scuola.
siamo partite da casa presto, perché io non ero sicura del parcheggio e della strada e siamo due ansiose.
in macchina ha ascoltato una fiaba, io guidavo con attenzione, c'era un bel sole fuori, forte abbastanza da inchiodare un pezzo di scialle al finestrino e farne una tendina per la bambina.
arrivate non c'era parcheggio ma c'era poco distante e l'abbiamo messa alla stazione.
siamo scese e ci ha inghiottite un freddo freddissimo. abbiamo camminato a passo veloce per scaldarci. io avevo la cartella in mano.
la bambina faceva per prendermi la mano, così ho spostato la cartella e preso la manina.
e la teneva forte questa mano mentre raccontava storie sulle case della via. poi abbiamo fatto una scaletta, la bambina aveva dei pantaloni un po' a zampa e quando faceva il gradino le sbucava solo la piccola punta delle scarpette viola.
e tra punta di scarpette e manina stretta stretta, ho sentito della tenerezza.
poi lì davanti a scuola raccontava cose tecniche sull'interno dell'edificio.
lì a fianco c'erano dei giardinieri che tagliavano un albero o dei rami (uno di loro era arrampicato), e ne abbiamo parlato un pochino.
poi su una panchina freddissima abbiamo letto un libercolo scelto prima di uscire di casa, uno corto, per sicurezza se per caso poi arriviamo lì presto e bisogna aspettare.
un bel libretto su un lupetto ben educato, con tanto di capovolgimento finale.
e poi abbiamo suonato il campanello e siamo entrate, la ricreazione era appena iniziata e la bambina è andata verso la classe senza salutare, e io ho fatto per seguirla per salutarla e la bidella mi ha fermata: signora non può andare. e allora ad alta voce io: bambina! e la bambina si è voltata e veloce la mano ha guizzato un ciao.



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