Oggi primo incontro di due ore.
ho sudato, e faticato, come quando scrivo, come quando sono dentro un libro.
i ragazzi mi sembravano per lo più facilmente distraibili, ma ammetto che in un paio di momenti ho avuto la loro completa attenzione.
mi pare che gli piacciano gli schemi, le cose chiare.
mi pare che non piaccia loro pensare.
forse due ore senza pause sono troppe, soprattutto nella seconda parte era percepibile un calo di attenzione.
il laboratorio è strutturato in quattro giochi, due brevi e due più impegnativi, alternati.
Lo scopo di queste prime lezioni è:
- capire che fatto e notizia sono cose diverse, e che la notizia è selezione fatta da una persona competente, il giornalista
- avere dimestichezza con i criteri di notiziabilità
- capire come funziona (semplificato!) la costruzione del giornale, che tipi di giornali ci sono e quali sono le sezioni all'interno di un giornale.
- capire di conseguenza qual è il compito dell'informazione e quali sono le sue manchevolezze nell'affrontare questo compito così gravoso (secondo me, scopo del giornalismo è essere strumento che permetta al cittadino di orienztarsi nella società odierna)
quest'ultimo punto non siamo riusciti ad affrontarlo davvero, ho lasciato loro il compito di immaginare, secondo il proprio gusto e le proprie esigenze, un'ulteriore sezione del giornale, a piacere.
Circondata dalle rappresentazioni, dalle narrazioni. Provo a interpretare, a leggere il mondo. Cerco brandelli di realtà, poi rinuncio, poi capisco; e senza pretese m'immergo nello scambio.
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