certo momenti, come adesso, so per certo che il mio è il lavoro più bello.
fuori dalla finestra scende il sole, il balcone è aperto e l'aria della sera entra, delicata.
dall'altra parte d'europa la traduttrice controlla la mia revisione, mi manda dieci pagine alla volta, io guardo che pensa dei miei interventi, sommo me a lei, le mie parole all sue parole e ne esce qualcosa di bello. ne esce una scelta, una presa di posizione sul mondo, una direzione nitida, la piega che ha da prendere il testo.
e in questo caso il testo è azzardato, audace. è un testo che graffia e scalpella, ma è un testo ben rigoroso nelle sue linee tozze, nel suo definire una storia, un rapporto, uno stare.
e non si è più soli
Circondata dalle rappresentazioni, dalle narrazioni. Provo a interpretare, a leggere il mondo. Cerco brandelli di realtà, poi rinuncio, poi capisco; e senza pretese m'immergo nello scambio.
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