giovedì 13 ottobre 2011

è sera e sembra notte (bozzetti di note emotive)


1
Abbiamo ucciso un’ape nella scanalatura della porta della camera. Era sera, sembrava notte. Stavamo ricoprendo il piumone col fodero a fiori, gli angoli sono i più importanti per farlo bene, perdi l’angolo opposto all’entrata nel sacco e perdi tutto, e devi riiniziar da capo. Abbiamo ucciso l'ape e rivestito il piumone. Che bello, ho pensato, che bello foderare insieme il grande piumone.
2
Scendiamo dalle montagne, in fondo al cielo c’è un colore acceso, dove blu e giallo si incontrano e si mischiano senza diventare verde, rimanendo blu e giallo. Scendiamo barcollando nella jeep, pochi appoggi tra le mani, io siedo sui morbidi panni sporchi, tu su un sedile di legno. La giornata è stata lunga, difficile, sofferta, ma anche divertente. Scendiamo nella sera che sembra notte sulla jeep, ti guardo e mi guardi, e di colpo il nostro sembra un amore segreto, fatto di sguardi nel buio, nel blu e nel giallo, un amore ripreso da una vecchia cinepresa e proiettato con qualche sbavo, con qualche tremolio. E non possiamo baciarci perchè con i balzi rischiamo di romperci i denti, ma i tuoi occhi come quelli dei gatti son luminosi, e come i gatti così mi sembra di vedere i tuoi baffi sorridere. Il giorno è quasi finito e dormiamo insieme e condividiamo un amore segreto.

lunedì 10 ottobre 2011

chiusi il libro... chiusi gli occhi

Distruggete le muraglie! smobilitate gli eserciti! riempite i fossati! sotterrate le armi!


Il rumore della brina, ma anche il silenzio del freddo e il mondo che continua anche quando ce ne dimentichiamo [no, non avevo sbagliato numero, semplicemente il ragno della vita non mi chiedeva consiglio per continuare a sviluppare con pazienza e immaginazione la sua tela di storie], e l'essere sopraffatti dalla ricerca di qualcosa, da un bisogno che muta nel tempo e nello spazio, e l'amore altro - sono i fili tesi tra le pagine, nella vita.
è un libro che riflette il dentro, con illustrazioni che amplificano e dilatano il senso della parola, il suo significato ma anche la sua interpretazione, e con frasi che illuminano, che tacciono, che sembrano appoggiare chiavi su un vassoio d'argento, a volte senza avvertire sulle porte che possono aprire.





Il rumore della brina, Mattotti & Zentner, Einaudi 2003

giovedì 6 ottobre 2011

impronte digitali

Bevo un drink, ma prima pulivo il bagno, a fondo.
Non riesco a scrivere né a leggere con la casa così sporca dall'assenza, dagli impegni, dal disinteresse, dal disordine.
È tempo di sfregare, di detersivi, di cambiare il posto dei mobili, di svuotarli.
È tempo d’accogliere l’autunno e di vuoto, di vento nella bocca, nelle stanze.
Così, ancor prima di svuotare la valigia ho iniziato a pulire il bagno, perchè è la stanza più piccola e perchè le piastrelle, i pavimenti i sanitari sono bianchi, e perchè la polvere e l’umido insieme sono talmente tristi. E così col vestito nero e le scarpe rosse ho messo i guanti in lattice e ho iniziato a pulire ogni centimetro, la vasca il water, il bidet il lavandino, lo specchio, la lavatrice. Le piastrelle sulle pareti, i porta sapone, i ripiani, le antine interne ed esterne dei mobili, poi la porta. E mentre pulivo la porta, strofinandola con la spugnetta, così vestita coi guanti in lattice, ho realizzato che ora, di certo, in tutto il bagno non c’è più alcuna traccia di P., forse nel resto della casa, mi sono detta. Ma ho imbiancato dopo la partenza, e poi ho pulito, e poi si è risporcato, e poi ho pulito.
E quindi realizzo che forse non ci sono più impronte digitali, nel gelso. Che il tempo ha cancellato ciò che rimaneva. Qualche oggetto nella scatola ancora, qualche foto sgualcita, ricordi mediati dagli anni, forse dentro a qualche libro rimane un indice leccato, ma in fondo non leggeva quasi mai.

venerdì 30 settembre 2011

bene e male non fanno media, ma schizofrenia emotiva

Turbata affranta nostalgica commossa toccata malinconica tesa nervosa agitata emozionata spaventata stanca innamorata. Innamorata forse li comprende tutti, forse comprende tutto. Innamorata di persone e di città, col cuore in subbuglio per le partenze e per i ritorni. Innamorata di una lingua e di una cultura che mi fanno sentire a mio agio anche imperfetta. Innamorata di una persona che mi fa invece sentire perfetta.
Scende dietro ai tetti questo ennesimo sole. La scuola di fronte è già chiusa. Il cielo s'ingiallisce proprio lì dove rimbalzano i camini. Domani torno. La parete di edera gigante non mi dà più il buongiorno, i negozi chiudono alle sette, la gente non è capace di star bene senza farsi male. Voglio un posto nel dentro dove poter riposare. Voglio corstruire ore di vuoto innocente. Voglio portare a casa le nuove persone. Voglio potare il gelso, affinchè ricresca più forte. Sto bene e male insieme, e non è brutto. Sto bene e male insieme, e non è come essere a metà, è molto molto più bello.

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